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La storia

Luigi Bona con la “barsela” sulle spalle, nel lontano 1949, all'età di 12 anni, venne a Magenta per la prima volta, con suo padre Antonio Bona, che già vi lavorava girando in paese, ad aggiustare ombrelli.
Era nato nel 1937, anche se raccontava sempre di essere nato qualche anno più tardi, di essere stato denunciato nel '37 dai suoi genitori, solo per prendere i soldi che all' epoca fascista venivano dati per le nuove nascite (dato che si chiamava Luigi Romano), veniva da una famiglia umile di origine contadina, ma che già da alcune generazioni vedeva i figli maschi praticare il lavoro dell' ”umbrilè” o “umbrilat”. Nella zona in cui era nato, Calogna nell'alto Vergante, questo lavoro era molto praticato, gli ombrellai venivano chiamati “lusciat” ed avevano un loro dialetto molto particolare e segreto chiamato “tarush”.
Quando giunse a Magenta, era un ragazzino minuto ma con tanta voglia di lavorare, nei primi tempi non avendo fissa dimora, dormiva nei fienili delle cascine dove si fermava a vendere o riparare ombrelli. Il fratello del padre Battista Bona, che aveva già una casa in via Manzoni, decise di aiutare il  fratello ed il giovane nipote, dando loro un posto dove dormire; le condizioni di vita erano proibitive, lui diceva sempre di aver fatto “l'extracomunitario” , difatti dormivano in tanti in un locale molto piccolo, in compagnia delle pulci.
Dopo qualche tempo, con i primi soldi guadagnati, si comprò una bicicletta, un cesto davanti e uno dietro, iniziò a girare continuando ad aggiustare gli ombrelli ed anche a vendere i cappelli di paglia ai contadini di cui la zona era piena. Il primo ombrello che riuscì a vendere fu a Ponte Vecchio e la signora che lo comprò non avendo soldi lo pagò con un pezzo di formaggio, lui tutto soddisfatto tornò dal padre, ma questi lo sgridò severamente, perché oltre a non aver preso i soldi era stato imbrogliato, perché il formaggio brulicava di vermi.
Nel 1956 morì suo padre, così si ritrovò solo lontano da casa, dove aveva lasciato la mamma un fratello e una sorella. Era un bravo ragazzo onesto e gran lavoratore, ben voluto da tutti, venne aiutato molto soprattutto da Regina Rina e Ceco, che lo facevano mangiare sempre da loro come se fosse un figlio.  Poi venne l'ora del militare, fece l'alpino a Belluno e quando ebbe finito tornò a Magenta dove affittò un piccolo magazzino in vicolo Parmigiani, magazzino che faceva anche da riparo per la notte.
Riuscì a comprarsi una multipla usata e così iniziò a fare i mercati, le prime “spunte”, perchè all'inizio non aveva un posto fisso. Il posto o si comprava, e  soldi non ce n'erano, o lo si guadagnava per anzianità, così non avendo paura di niente cominciò a darsi da fare per ottenere dei posti fissi.
L'ultima domenica di febbraio del 1966 conobbe Rosy, ad Arona, in un locale dove si ballava il liscio, lei era rimasta a piedi e le chiese un passaggio, così da quel momento non si lasciarono più.
Nel giugno del '67 si sposarono e andarono a vivere a Magenta, dove tra mille rinunce riuscirono a crescere 4 figli.
Col tempo e tanto lavoro lui riuscì ad acquistare i posti nei mercati migliori della nostra zona, lunedì a Magenta, martedì a San Pietro all'Olmo, mercoledì ad Arluno, giovedì a Vittuone, venerdì ad Abbiategrasso e sabato a Corbetta. Nel '77 si comprò il suo camion-negozio rosso e continuò il suo lavoro senza fermarsi mai. Il suo motto era “PIOVE, NEVICA, TEMPESTA....PER IL LUIGI NON è MAI FESTA!!”
Con il passare degli anni, tutti e 4 i suoi figli, continuarono il suo lavoro, chi al mercato, Marino e poi successivamente Monica che fa i mercati tutt'ora, e chi nel negozio 4BM che lui aiutò ad aprire, dove lavora la moglie Rosy con Marino, Manuela e Marisa.
Raggiunto il culmine del suo sogno, una bella famiglia, i figli sistemati e due attività redditizie,  se ne andò, non certo per volere suo. E' tornato a Calogna, nella sua terra, all'ombra di un grande castagno ed ora finalmente riposa visto che in vita non lo faceva mai. E' stato un uomo adorabile, un grande papà, chi l'ha conosciuto non lo dimenticherà mai, a tutti ha lasciato un bel ricordo.
La famiglia Bona continuerà seguendo il suo esempio fiera di essere stata al suo fianco fino all'ultimo respiro....Grazie Papi!!!